SANREMO 2010: CORSI E RICORSI
Note
Venerdì 26 Febbraio 2010 11:25
Sanremo 2010:  in mezzo a tante inesattezze qualche dato potrà essere utile:


Alle 23.12 di sabato notte, Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico. Poi c’è stata un’onda anomala che ha travolto tutto, facendo emergere Valerio Scanu come vincitore. Lo rivelano i tabulati del televoto, considerati dalla Rai segretissimi, al punto «da non poter essere divulgati in alcun modo». Così, al cronista che se li trova davanti per quelle casualità che fanno buffa la vita, viene da pensare che per un soffio non abbiamo rischiato un incidente politico, visto che qualunque cosa passa in tv finisce per diventare «politica». E l’incoronazione sanremese del trio con al centro il rampollo di casa Savoia sarebbe stata ovviamente un evento.

Ma torniamo ai numeri. Dopo la prima sera di televotazioni – quella dei ripescaggi – la situazione era la seguente: 1° Valerio Scanu con 233.092 voti; 2° Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con 204.679 voti; 3° Nino D’Angelo con 94.042 voti; 4° Sonohra con 70.986 voti; 5° Toto Cutugno con 32.566 voti. Grazie a questi risultati Scanu e il Trio, eliminati dalla Giuria demoscopica, sono rientrati in gara. Non solo. Venerdì sera – con i televoti arrivati tra le 21.22 e le 23.21 – Pupo e il Principino erano primi con 141.384 voti; seguiti da Scanu con 110.029 voti, e da Marco Mengoni con 39.478. In fondo alla classifica c’erano Enrico Ruggeri (6.391 televoti) e Fabrizio Moro (5.940), per questo eliminati dalla finale. Sabato sera i televoti, arrivati dalle 20.43 alle 23.12, avevano creato la seguente classifica: 1° Pupo il principino con 212.482, 2° Valerio Scanu (135.588 voti), 3°Marco Mengoni (80.287), 4° Povia (61.125 voti), 5° Arisa (37.069 voti), 6° Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210 voti), 7° Noemi (23.089), 8° Malika Ayane (21.668), 9° Irene Grandi 18.358, 10° Simone Cristicchi (16.031).

E qui torniamo all’inizio. Alle 23.12 di sabato notte, quando Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico. A questo punto – per capirci bene – dobbiamo citare il regolamento di Sanremo 2010: «Le tre canzoni più votate accedono alla finalissima, con nuova votazione solo del pubblico attraverso il sistema del televoto. La canzone più votata verrà proclamata vincitrice assoluta». In questo momento tutto cambia. Sono le 23.39 e 52 secondi. Il televoto resta aperto fino alle 00.32 e 58 secondi. Poco meno di 53 minuti, durante i quali ai fan del Trio patriottico – che fino a qui aveva dominato – si aggiungono soltanto 1.384 voti in più, mentre Valerio Scanu ne raccoglie ben 96.517 in aggiunta a quelli già accumulati prima. I risultati parlano chiaro: Scanu vince con 235.105 televoti, pari al 37,01% dei votanti. Dai telefoni fissi riceve 56.066 voti, dai cellulari 180.039. Pupo & company ne raccolgono 113.284 dai telefoni fissi e 100.582 dai cellulari. Per un totale di 213.866, pari al 33,53%. Marco Mengoni – classificatosi terzo - ne riceve 34.866 dai telefoni fissi e 153.047 dai cellulari. Per un totale di 187.913, pari al 29,46% dei voti.


Questa è la fotografia di Sanremo 2010 fatta attraverso il televoto. Che – va detto – si è dimostrato ancora una volta un ottimo business per la televisione. Per i Giovani sono infatti arrivati 371.944 televoti da apparecchi fissi e 822.125 da cellulari. Per i big, invece, sono arrivati 878.848 televoti da casa e 1.534.033 da cellulari. In totale sono stati espressi 3.606.950 televoti. Al costo di 0,75 euro a voto, il totale è di 2.705.212,50 euro.

Quindi, i casi sono DUE:

1) o il Televoto è manovrato e ha fatto vincere Scanu
2) o il Televoto NON è manovrato e ha quasi fatto vincere il Trio

ci sarebbe una terza ipotesi, il televoto è SEMPRE manovrato per creare questa classifica, tanto contestata. A qual pro? Anche questa è una domanda interessante:
1) per favorire la casa discografica che ha pagato di più? Domanda: ma quanto deve pagare una casa discografica per comprarsi il Televoto?? 50.000Euro  per  50.000  televoti: il gioco vale la candela? E se poi il disco non vende??
2) E' un voto politico? E' un voto di destra? Molti non hanno il coraggio di sostenere apertamente questa ridicola tesi, ma lo pensano e tra le righe il concetto traspare, eccome.

E se fosse invece valida una QUARTA ipotesi: che il televoto sia stato regolare, onesto?
Ognuno vede ciò che vuole vedere.
Caso strano, su cui meditare : a distanza di circa 60 anni si ripropone il tema del ribaltone "Monarchìa-Repubblica" con Casa Savoia di mezzo...fino a un'ora prima vincevano, poi....l"ondata anomala". Einstein diceva "Il caso è Dio". Vico parlò di corsi e ricorsi storici. Il tutto è assai curioso.
 
Mettiamoci all'Opera su Rai Uno
News
Lunedì 08 Febbraio 2010 15:10
Stasera nuovo appuntamento con “Mettiamoci all’Opera”
2 Gennaio 2010

Anche nella seconda puntata di domani di “Mettiamoci all’Opera”, in onda sabato 2 gennaio alle 21.30 su Raiuno, otto giovani tra tenori, soprani e mezzosoprani si sfideranno nel primo talent show per giovani promesse della lirica della televisione italiana, condotto da Fabrizio Frizzi.

Sul palco saliranno i quattro tenori, ENRICO GIOVAGNOLI, 31 anni, di Roma,GIOVANNI COLLETTA, 33 anni, di Taranto, MARCO FRUSONI, 32 anni, di Roma e RAFFAELE ABETE, 25 anni, di Napoli; i due soprani MARIA MEEROVICH, 27 anni, Russa di San Pietroburgo ed ELEONORA MARZIALI, 32 anni, di Roma; i due mezzosoprani, KIM JUNG MI, 30 anni, Coreana di Seul e IRENE MOLINARI, 26 anni, di Roma.

Oltre a famose arie liriche, storiche canzoni napoletane e brani da musical, gli otto cantanti si cimenteranno anche in capolavori della musica leggera, accompagnati dal vivo da un’ orchestra lirica di 40 elementi diretta dal Maestro Nicola Colabianchi. Le esibizioni saranno giudicate dal pubblico in sala e da una giuria di esperti composta da Katia Ricciarelli, Orietta Berti, dal tenore Fabio Armiliato e dal regista e conduttore radiofonico Enrico Stinchelli.

Ospite del programma Mario Biondi che insieme con i concorrenti proporra’ un’inedita versione di “What a wonderful world” e la sua hit “Be lonely”. Ci saranno anche Francesco Salvi nel ruolo di un irrituale “Fantasma dell’Opera” e Lillo e Greg, surreali commentatori dal loggione. Il Balletto diretto da Saverio Ariemma farà rivivere le coreografie del musical “Rocky Horror Show”. Autori del programma sono Zap Mangusta, Fabio Buttarelli, Dario Di Gennaro ed Eleonora Paterniti. Le scene sono di Marco Calzavara. I costumi di Loredana Vasconcelli. La regia è di Duccio Forzano.
 
Maurizio Costanzo scrive su "Mettiamoci All'Opera"
News
Lunedì 08 Febbraio 2010 15:09

Di Maurizio Costanzo da "Il MESSAGGERO" , Martedì 12 Gennaio 2010


IL 2 gennaio su Raiuno in prima serata è andata in onda la seconda e ultima puntata di “Mettiamoci all’opera”, un curioso programma dove otto giovani cantanti lirici si confrontano con romanze d’opera ma anche con canzoni napoletane e canzoni da musical. Rimangono in gara quattro e poi, l’inesorabile eliminazione sino al vincitore. Ha condotto bene Fabrizio Frizzi e a votare i giovani cantanti sono stati un gruppo di spettatori presenti e una deliziosa giuria formata da Enrico Stinchelli, critico musicale e regista, un tenore del quale mi sfugge il nome, Orietta Berti e una impareggiabile Katia Ricciarelli.

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Opera di Roma 2010, luci e ombre
Note
Lunedì 01 Febbraio 2010 11:25
L'Opera di Roma è un teatro emblematico, sotto vari aspetti. E' il Teatro della Capitale, ha la seconda sovvenzione statale d'Italia, dopo il Teatro alla Scala; ha una tradizione gloriosa che, almeno fino a tutti gli anni 50 del secolo scorso, lo ha collocato tra i teatri più importanti del mondo. Come valore aggiunto c'è poi Roma, di per sé: una delle città più belle e amate del mondo. Eppure l'Opera di Roma, per varie ragioni legate soprattutto alla gestione amministrativa e alla eccessiva sindacalizzazione all'interno della sua struttura, non solo ha perso da tempo il suo primato ma si è progressivamente collocata in un limbo, direi in posizione defilata, ai margini del grande giro internazionale.
Esiste poi una sorta di moda, di luogo comune: parlar male dell'Opera di Roma. E' qualcosa di gergale, di abitudinario, sfruttato ad arte da certa stampa interessata a denigrare questa o quella gestione,a seconda dei propri interessi personali e delle indicazioni date dalle varie consorterie. Ora, per esempio, si attende l'arrivo di Riccardo Muti come una sorta di Messia: non a caso tra i prossimi titoli diretti dal Maeschhtre abbiamo il “Mosé” di Rossini, quanto mai significativo a indicare un salvatore della patria portato dalle acque. Muti scenderebbe giù dal suo Empireo come il Deus ex machina di tante opere seicentesche, la sua bacchetta magica (la verga di Mosé) placherà ogni tempesta e darà lustro e gloria imperitura al “malconcio” Teatro. Il sindaco di Roma, Alemanno, aveva nominato un suo consulente artistico di fiducia nella persona del M.o Nicola Colabianchi, subito attaccato dalla stampa , prima ancora che potesse muovere un dito. La sua programmazione , leggo dal 'Corriere della sera' , sarebbe inqualificabile, dissennata e occorre porvi rimedio al più
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