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DULCAMARA ALL'OPERA: IL PERFETTO TRUFFATORE
Lunedì 29 Giugno 2015 12:26

Il prototipo del grande truffatore operistico  raccontato  da:

Enrico Stinchelli   a colloquio con Luciano Pellicano      

                                        dulamara4

-Ancora Lei? Cosa vuole oggi?

 

-Oggi parliamo di un argomento caro a noi italiani, l'Arte della Truffa.

 

  • Già perchè gli altri paesi non conoscono questa “arte” vero?

 

-Beh, noi siamo i grandi virtuosi in questa materia, i funamboli del raggiro, i maghi

dell'impiccio e dell'imbroglio....imbattibili. Parliamo della TRUFFA nel mondo

dell'Opera, vuole?

 

                                      dulcamara1

 

  • ….e tanto si fa sempre come dice Lei. Da dove cominciamo?

 

  • Dalla base, cioé dai contratti. Non credo che la gente sappia bene come funziona il

    meccanismo dei contratti\truffa....lo potrà senz'altro immaginare ma proviamo a

    spiegarglielo. Intanto un contratto con un Artista, sia esso cantante attore

    ballerino direttore d'orchestra..., ma anche con una orchestra intera e un

    Coro...non può e non deve essere a vantaggio del contraente bensì di chi deve

    onorare l'impegno con il contraente, questo mi pare chiaro...

 

  • Sarà così per Lei!!!! Un contratto deve supporre il rispetto di entrambe le parti!

  • Ma assolutamente no!!! E già!!! E la truffa???? Dove la mettiamo??

Il contratto deve essere denso di clausole tutte a vantaggio

dell'impresario truffaldino ovviamente, del tipo: possibilità di protestare

l'artista in caso di esecuzione ritenuta non soddisfacente (magari così

quello esegue, tu lo protesti DOPO e non lo paghi più), possibilità di

rivalersi su di lui anche in caso di malattia (!!??) , impossibilità che egli

accetti altre scritture, strane penali, clausole ricattatorie, ec ec ec

 

  • Ok, ma l'artista non è cretino, deve leggere bene tutto e farlo leggere a un suo

    legale di fiducia, ovviamente....

 

Sì, ma spesso così non accade. Sarà cura dell'impresario scaltro perseguitarlo e

mettergli fretta... SECONDA REGOLA del PERFETTO TRUFFATORE)

PROMETTERE MARI e MONTI all'ARTISTA onde convincerlo a lavorare

per lui. Dirà che l'artista in questione è il più grande, il più bravo, che gli farà

una enorme pubblicità, che uscirà un meraviglioso incredibile intergalattico DVD,

che verrà osannato da turbe di fans commossi ,che la sua rassegna stampa sarà

favolosa e via discorrendo. Gli artisti sono creature fragili e vivono della loro

propria luce, non ci vorrà molto a solleticare il loro Ego spropositato.

 

  • Pellicano, Lei è di un cinismo rivoltante...ma cosa pensa, che siano tutti uguali? La rassegna stampa, poi....mica tutti i giornalisti sono dei venduti o dei pennivendoli?

 

-Eheheh....mi piacciono le anime belle...Ma sa come funziona? Lei provi a stanziare

una cospicua somma (anche 100.000Euro) per la promozione pubblicitaria su un

quotidiano....poi vedrà se quel quotidiano non parlerà di Lei come del Messia!

E' automatico. Del resto Lei è nella legge, poiché si limita a sovvenzionare la

pubblicità di quel giornale, non mette certo per iscritto che quei danari sono in

funzione della Sua pubblicità personale. Poi, ovviamente, imporrà a quel giornale di

non parlare o meglio ancora stroncare ogni possibile rivale sulla piazza...e così si è

assicurato una certa  “supremazìa mediatica” sul territorio.

 

  • Sì', ma le costa un sacco di soldi....oltre alla frustrazione di essere lodato e osannato solo perchè paga!?

 

  • Amico caro...ti rifai ampiamente con la vendita dei biglietti che quella pubblicità produce...

 

  • Sì? E i costi di produzione da sostenere OLTRE alla pubblicità? Scene, costumi, cantanti, direttori, orchestre, cori, personale di servizio, tecnici....ma scherza??? E dove va a finire promettendo mari e monti e per di più sostenendo campagne pubblicitarie da centinaia di mila Euro?

 

-Semplice. Non si pagano! O meglio: si pagano solo quelli che possono esserti utili

o che sono pericolosi. Le faccio un esempio: quel tal direttore d'orchestra è

direttore artistico in un dato Festival, in Italia o all'estero...poniamo in Cina, o in

Corea...ebbene, tu lo inviti, gli fai dirigere un titolo nel tuo teatro e quello, in

cambio, ti invita nel suo....a cantare, a dirigere, a firmare una regìa....il gioco è

semplicissimo.

 

-Scambismo operistico?

 

-Sì, ma lo fanno tutti sa? Io ti do una cosa a te , tu mi dai una cosa a me...è da

Adamo ed Eva che funziona così, ai tempi si parlava di mele....poi ci siamo evoluti.

 

  • Permetterà però è che un conto è se Karajan invitava Ozawa a Salisburgo....un conto è se Sempronio Tuzzabanchi invita Amintore Pignasecca a Roccacannuccia, vero???

 

  • Sì certo. Ma stìa pur tranquillo: Amintore Pignasecca si reputa persino superiore a Ozawa!! Il vero Re della Truffa ha un concetto supremo, altissimo, onnipotente di sé stesso...del resto...se non ci crede Lui, chi dovrebbe credergli?

 

                                        soldi

 

  • Mi interessa la questione dei pagamenti. Come fa il truffatore a non pagare artisti, tecnici, Cori, Orchestre senza incorrere in guai legali?

 

  • Mica tutti ricorrono ai propri legali, alcuni manco sanno cosa sìa un legale...il nostro è ancora un paese rurale, fatto da gente semplice, persone umili e buone...

    ehehehe......

 

  • Ripeto: Lei è di un cinismo davvero imbarazzante....

 

  • E Lei è un gonzo, se lo lasci dire. Ma foss'anche che qualcuno vada dall'avvocato e

    denunci l'impresario...quello potrà sempre impugnare il contratto, attaccarsi alle

    clausole interessanti (per lui, ovviamente), invocare codici errati, fatture mal

    emesse...magari saldare una parte e il resto....”pagherò”....(o non pagherò, che è lo

    stesso) , mettersi d'accordo. Guardi che ci sono artisti che pur di cantare o tecnici

    che pur di lavorare accettano di lavorare gratis o nella speranza di rimediare

    finalmente qualcosa, di anno in anno. Ho persino scoperto  una cantante molto famosa che sovvenziona con i Suoi propri soldi l'Opera che va  a  cantare...

 

-Vabbè, qui siamo al plagio, alla circonvenzione di incapace!

 

  • Ma noo perchè?? Se questa artista vuole fare una gentile donazione?? Perchè

    impedirglielo! Convengo che è un po' più difficile con i tecnici, quelli sono un

    po' più coriacei. I macchinisti per esempio...o gli illuminotecnici....ho saputo di

    un tale impresarietto, costretto a pagarli di sera in sera...lo portavano davanti al

    bancomat con grazia e lo pregavano, sempre molto educatamente, di estrarre

    dal bancomat i loro soldini e Lui, con ugual grazia (e forse con malcelato

    livore) era costretto a darglieli...poveretto, mi fa un po' pena in effetti....scusi....ho un attimo di commozione....non reggo davanti a scene così terribili.....

 

  • Lei si commuove perchè quel truffatore era costretto a pagarli la sera al bancomat??? Ma scherza???!! Hanno fatto benissimo!!

 

-Lei è senza cuore....ma lo sa che una volta , quattro coristi del Petruzzelli lo

inseguirono...sempre Lui, questo povero impresario....fino in sacrestia (avevano

cantato in una Chiesa importante di Roma) ...costringendolo a tirar fuori dalla

borsa l'incasso....e a pagarli!??? BRUTI!!!! Lui non voleva scappare....era solo

andato in sacrestìa per riprendere le sue cose....lo hanno inseguito...accusandolo

che voleva svignarsela....BRUTI!!! BRUTI!!!

 

-Si calmi....Lei è un po' fuori controllo adesso....

 

  • Ma lo sa che vita fa un impresario??? Cosa gli pesa addosso??? La villa da mantenere, i conti all'estero, la famiglia, tutto l'ambaradam, gli scambi, le cause....le cause...non le dicoooooo.....Uno venne persino mollato dalla fidanzata perchè questa un giorno scoprì che aveva 100 cause addosso!!! Ma si rende conto???? E' vita questa??? Poi arrivate voi a rompergli pure le uova nel paniere!!! Siete degli ingrati invidiosi, ecco cosa siete!!!

 

  • Ma SIETE chi??? Lei è impazzito???

 

  • Voi, TUTTI. Non capite.... questo è il mondo, questo è il sistema, ma cosa pensate di fare?? Funziona così...altrimenti salta tutto, si ferma tutto. Questo volete? Ditelo....

 

-Credo Lei abbia bisogno di un po' di riposo e di una tazza di valeriana mista a melissa,

con un cucchiaino di miele d'acacia. A presto, si riposi e pensi alla salute!

 

                                   dulcamara3

 
QUATTRO VIOLETTE QUATTRO AL TAORMINA OPERA STARS!
Venerdì 26 Giugno 2015 08:42

Quattro Violette per la prima volta nella storia della Traviata: a

Taormina il  18 agosto.

 

                              traviata-note

 

Quando Verdi compose Traviata, oltre 150 anni fa, forse non si rese conto di

regalare ai posteri una delle più ardue partiture. In molti parlano della prima

grande opera verista, un dramma all'epoca censurato : una giovane

prostituta dedita ad amori promiscui che “osa” innamorarsi sul serio per poi

morire di tisi nel finale. La prima a Venezia venne duramente contestata dal

pubblico, la protagonista parve inadeguata per la debordante pinguedine e il

Coro, in abiti settecenteschi, sembrò ridicolo .

 

Oggi Traviata è il capolavoro che commuove tutto il mondo e una delle opere

più amate ed eseguite.

 

Verdi fu spietato nel comporre la parte di Violetta, pretese il massimo

assoluto: un soprano di coloratura per il I atto, un soprano più lirico per il II,

un soparno lirico spinto per la scena della festa in casa di Flora e persino un

soprano quasi drammatico per il III atto. Una follìa. Nel corso dei decenni si

sono avvicendate come Violetta Valéry soprani leggeri di coloratura

(pensiamo alla Barrientos, alla Galli Curci o alla attuale Damrau ) , soprani

lirici (la Freni, la Carteri), lirico spinti (la Tebaldi) , persino drammatici (la

Sass, la Guleghina). Solo la divina Maria Callas riuscì a sintetizzare in sé

(ma con critiche aspre e violente) le quattro voci richieste da Verdi.


Per la prima volta a Taormina, nell'ambito del nuovissimo festival

Taormina Opera Stars, nato per promuovere giovani talenti all'insegna

della novità e   del rinnovamento, la Traviata di Verdi verrà eseguita

seguendo il suo grande, utopico sogno: ho pensato di riunire assieme

quattro splendidi soprani,  quattro voci meravigliose scoperte durante

le audizioni effettuate in tutta   Italia e nel mondo, attraverso l'invìo di

decine di dvd.

 

 

 

Le Violette di Taormina, seguendo la progressione drammatica verdiana dal

lirico leggero al drammatico sono:

 

 

 

 


NATASHA DIKANOVICH (Belgrado, Serbia)

 

                            natasha1

 

 

 

 

 

CAROLINA VARELA (Quito, Ecuador)

 

                     image42

 

 

 

 

EVA CORBETTA (Seregno, Italia)

 

                          Eva-Corbetta-Soprano

 

 

 

TEA PURTSELADZE (Tbilisi, Georgia)

 

                           tea2

 

 

 

 


AL TEATRO ANTICO di TAORMINA, il 18 agosto 2015!

 
NABUCCO a VERONA SFIDA E VINCE IL MALTEMPO
Sabato 20 Giugno 2015 12:05

                                                                

nabucco_verona

Sembrava un gioco facile inaugurare la 93sima stagione all'Arena di Verona con Nabucco, titolo quanto mai

legato alla storia e alla tradizione di questo eccezionale palcoscenico, ma in realtà la serata di ieri si è

trasformata in una sfida contro il maltempo, ormai consuetudine per l'ex “paese d'o sole” . Un vento gelido e

scrosci improvvisi d'acqua hanno funestato l'Arena fin poco prima l'inizio dello spettacolo, poi, quasi per

intervento di un provvidenziale Jehova, l'acqua si è fermata lasciando il posto a continue, fastidiosissime

raffiche di vento, contro le quali hanno combattuto gli eroici complessi veronesi , il pubblico e soprattutto i

cantanti,messi a serio rischio da queste condizioni semi-proibitive.

Il pubblico, numeroso e festoso, ha gradito molto lo spettacolo e ha salutato con continui applausi gli

interpreti, tanto da decretare quello che può definirsi senz'altro un trionfo.

 

                    nabucco_verona_5__cast

 (il cast  di Nabucco, da  sinistra: il maestro  Frizza,Luca Salsi, il sovrintendente Girondini,il maestro  De  Bosio, Martina Serafin, Alessandro Guerzoni, il direttore artistico  m.° Gavazzeni)


Il segreto per la riuscita di un'Opera è l'equilibrio dell'ensemble, l'omogeneità su un alto livello del cast , ed

è quello che si registra in questa occasione. Luca Salsi, baritono lanciatissimo e pedina fondamentale per

taluni titoli verdiani, si è dimostrato vincente sia per l'autorevolezza dell'accento, sia per la scansione

veemente della parola-scenica tanto perseguita da Verdi , fin dalle sue prime opere. Ogni frase era scandita

con precisione e con grande concentrazione, senza tralasciare nulla. La voce si imponeva per il volume e la

pastosità del colore, facendo ricordare i grandi della vecchia scuola italiana (ricordiamo il maestro di Luca

Salsi, Carlo Meliciani, allievo del sommo Tagliabue), con un tonante la bemolle al termine della cabaletta “O

prodi miei” sovrastante il Coro. Il punto più alto della serata, a parte la bellissima preghiera “Dio di Giuda” è

stato a mio parere il duetto con Abigaille, dove oltre alle doti elencate prima si sono registrate morbide e

fluenti mezzevoci senza mai scadere nei suoni spoggiati. Dal punto di vista attoriale Luca Salsi ha potuto

dominare il palcoscenico con molta credibilità, sebbene la regìa lo obligasse a una linea convenzionale,

senza spunti particolari e senza molte possibilità creative.

 

Al suo fianco un bel debutto di Martina Serafin come Abigaille, che deve solo trovare un equilibrio più

rilassato e convinto in una linea belcantistica e non soltanto drammatica. Abigaille deriva dalle eroine

donizettiane e belliniane e non deve essere legata a ciò che viene dopo: più Anna Bolena che Aida,

insomma. In modo tale da dominare le asperità della parte riposandosi sull'aria “Anch'io dischiuso” e sulle

delicate mezzevoci previste da Verdi, troppo spesso dipinto nel Nabucco come l'assassino della Strepponi

(prima interprete). La Serafin ha dalla sua una voce naturalmente calda, di splendido smalto, pastosa,

rotonda e una bella tenuta in acuto, non ha avuto soverchie difficoltàa superare indenne la cabaletta “Salgo

già” e i numerosi salti al do acuto della parte. Ma è nel duetto con Nabucco e nel trasognato finale che ha

trovato i suoi punti di forza, riuscendo tra l'altro a rappresentare un bel personaggio scenico, in virtù d'un

fisico elegante e imponente.

 

                                     nabucco_verona2

 

Ottima la prestazione di Nino Surguladze come Fenena, di rara eleganza e aplomb stilistico, con un perfetto

controllo nella difficile aria dell'ultimo atto, e così il tenore Pretti come Ismaele, di timbro giovanile e schietto

ma sempre puntuale su ogni frase importante e nel bellissimo concertato “S'appressan gli istanti”.

 

Il basso Beloselsky, ormai Zaccaria di riferimento in tante importanti occasioni, ha uno strumento di

splendida qualità ma soprattutto nella zona mediana della voce: in alto gli acuti suonano un po' fibrosi, duri

e in basso la voce tende a scomparire rispetto alla gamma centrale molto sonora, indice di qualche

problema tecnico da risolvere. Tuttavia ha risolto con baldanza i suoi tremendi passaggi, dall'aria d'entrata

alla cabaletta, al finale III, e ha ottenuto grandi applausi per l'aria “Tu sul labbro”, di gran lunga il suo must.

 

Di livello anche le seconde parti, a cominciare da Abdallo, il preciso e squillante Francesco Pittari, con

Madina Karbeli come Anna e il basso Guerzoni nella parte ingrata del Sacerdote di Belo, risolta con

esuberante partecipazione.

 

 

 

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Last but not least, il maestro Riccardo Frizza ha creato un Nabucco brillante, vivido, imponendo un ritmo

molto incalzante fin dalla Sinfonia, attento ad assicurare una dinamica varia e non il perenne mezzoforte cui

ci hanno abituati tanti suoi colleghi. Tuttavia è mancata a tratti quella “tinta” , quel colore scuro, plumbeo,

cupo che Nabucco deve avere per caratterizzare e sostenere il canto: vuol dire dare maggior peso agli

archi bassi, a determinati strumenti a fiato, conferire “terribilità” alle marce babilonesi e soprattutto al tema

ricorrente, barbarico, che caratterizza Nabucco. Insomma: Nabucco deve far paura . L'orchestra del

maestro Frizza era a tratti troppo “allegra” , troppo “positiva” se il termina aiuta a far capire cosa intendo.

Tuttavia la resa della compagine areniana è stata pressoché perfetta, sia per quanto riguarda l'orchestra sia

per l'ampio Coro,a cui è stato chiesto- come di prammatica- il bis di “Va pensiero”.

 

Lo spettacolo, firmato dal veterano Gianfranco De Bosio, rientrava nella classica tradizione, con i pregi e i

difetti di questa concezione. Molto bello l'impianto scenografico, con l'idea della Torre di Babele riprodotta

sul palco dell'Arena ma illuminata da luci troppo scontate, che non ne valorizzavano se non a tratti

l'imponenza e la bellezza. La regìa si limitava a ordinare le entrate e a posizionare schematicamente il

Coro, secondo una regola di “pulizia” generale apprezzabile ma vista e rivista in migliaia di occasioni.I

costumi belli ma a volte ingombranti, con il luccichìo dei variopinti soldati un po' troppo “carta da

gianduiotto”. Grande successo  per  tutti. Ottimo il folto gruppo di comparse  che ha  riempito gli spalti.

 

 

                                 nabucco_verona4

 
DAL BASSO....in ALTO, intervista con il basso ERNESTO MORILLO
Mercoledì 17 Giugno 2015 08:05

                                              morillo4_telefono

Ernesto Morillo , basso  venezuelano, inizia i suoi studi presso l'Accademia Latino Americana di Canto “Carmen Teresa Hurtado'' sotto la guida dei Maestri Pedro Liendo e Claudio Muskus e successivamente si trasferisce in Italia, dove continua i suoi studi nella città di Milano perfezionandosi con importanti figure del panorama della lirica internazionale quali la soprano Cecilia Nunez Albanese, il mezzosoprano Bianca Berini, il basso Bonaldo Giaiotti.

Nel 2001 la fondazione “Arturo Toscanini” di Parma lo seleziona per cantare il ruolo di Il RE in Aida per la regia di Franco Zeffirelli. Nella stagione 2003/2004 lavora presso l'Opera Nazional du Rhin (Strasburgo,Francia) nel  programma per giovani cantanti Jeunes Voix du Rhin. Ma è a partire dal 2005
  che si accosta al grande repertorio della vocalità di basso, debuttando  nel ruolo protagonista di Attila alla Opernwerkstatt di Vienna. 

 

Altri titoli significativi della sua maturità artistica e vocale sono:  Mephistofeles nel Faust di Gounod, Nilakanta in Lakme di Delibes, Escamillo in Carmen, Sarastro in Die Zauberflöte, Figaro ne Le Nozze di Figaro, Leporello in Don Giovanni, Oroveso in Norma, Sparafucile in Rigoletto, Zaccaria in Nabucco,Don Ruiz da Silva in Ernani, Banco in Macbeth, Padre Guardiano ne La Forza del destino; Grande Inquisitore in Don Carlo.
 

Tra gli impegni più recenti annovera Colline ne La Boheme al Teatro Massimo di Palermo, Fiesco in Simon Boccanegra al Teatro Colon de  Buenos Aires, Sparafucile in Rigoletto e Ferrando ne Il Trovatore  all'Opera di Montreal; Scarpia in Tosca al Teatro Teresa Carreno in Venezuela,  Il Grande Inquisitore in Don Carlo all'Opera di Colombia e Sparafucile in Rigoletto all'Opera di Dijon. Nel 2013 ha debuttato al Teatro Filarmonico di Verona con il ruolo di Attila di G.Verdi ed è tornato all'Opera di Colombia, dove sotto la direzione di Gustavo Dudamel, ha interpretato il ruolo di Hermann Landgraf von Thüringen del Tannhäuser di Richard Wagner. 

 

 Nel 2014 un altro importante debutto al Teatro di St. Gallen in Svizzeradove ha vestito i panni di Alvise Badoero in La Gioconda di A.Ponchielli, parteciperà inoltre alla nuova produzione di Turandot di G. Puccini per l'Opera di Bogotà (Colombia). Al Teatro Verdi di Trieste debutta con il ruolo di Attila con la direzione di Donato Renzetti 

 

 Nel 2015 canta Zaccaria per il teatro Verdi di Trieste, Teatro Verdi di Lecce, Gran Teatro Nacional del Perú, Taormina opera stars, Opera di Oviedo Spagna.


 ERNESTO MORILLO  sarà ZACCARIA  in NABUCCO  e  RAMFIS in AIDA  AL TAORMINA  OPERA STARS, dal

15 agosto al  20 agosto  2015!

 

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 Ernesto Morillo, basso verdiano. E' un autore che senti legato alla Tua vocalità? E' sempre stato così fin dai Tuoi esordi?

 

No, Verdi non è stato sempre legato alla mia vocalità. E' arrivato dopo un lungo peregrinare fra maestri, repertori e concorsi!

All'inizio degli studi provi un po' di tutto, cerchi di trovare nelle arie quelle caratteristiche che ti permettono di individuare delle soluzioni tecniche da estrapolare per l'utilizzo futuro della tua vocalità e, come buona prassi per gli studi di canto, si inizia con i compositori classici (Monteverdi, Cimarosa, Haendel, Rossini, Mozart ecc..) con qualche incursione nel bel canto e nel verismo.

 

Credendo di avere raggiunto un “minimo necessario” di sicurezza tecnico-vocale ho partecipato a diversi concorsi, con risultati in realtà poco soddisfacenti.

Quando chiedevo cosa non andasse mi rispondevano quasi sempre “ di abbandonare il repertorio verdiano, alludendo al fatto che non era adatto la mia vocalità, e consigliandomi Rossini come l'autore per sviluppare i miei mezzi vocali.

Tutto ciò mi ha portato a rivedere le mie aspettative e decidere di prendermi un cosiddetto “anno sabbatico” utilizzato per rimettermi a studiare e superare le difficoltà delle agilità e dell'estensione che esige questo repertorio. Con la grande sorpresa che, una volta rimessomi in gioco, ho ottenuto contratti per Aida, Macbeth, Attila, Nabucco, Tannhauser... insomma più Rossini studiavo, più per Verdi mi scritturavano.

 

 Come mai la voce di Basso è diventata merce rara?

 

Io credo che il motivo principale abbia le sue origini in un fattore culturale. La diffusione della musica nella cultura giudeo-cristiana e soprattutto cattolica storicamente ha fatto si che le voci acute fossero ideologicamente avvicinate a Dio, al bene, alla purezza, mentre quelle gravi al mondo degli inferi ed altre associazioni negative. Questo condizionamento ha inciso moltissimo sulle scelte commerciali della musica leggera dando priorità alle voci acute di tenore e soprano e lasciando poco spazio alle voci gravi.

Pensate a quanti cantanti di musica leggera conoscete che appartengono alla vocalità di basso o contralto e come cambia la percezione se pensiamo alle scelte nella musica delle chiese ortodosse.

Io penso che ci siano moltissime voci gravi che per l'inibizione di non poter sfoggiare la bellezza degli acuti o la leggerezza del canto di questi modelli di riferimento semplicemente hanno fatto delle scelte diverse, scartando l'utilizzo del proprio strumento vocale.

 

 Hai dei modelli del passato o del presente?

 

Si. E' impossibile non avere dei modelli di riferimento! Per me sono tutti quelli che attraverso l'espressione vocale sono riusciti a trasmettere delle emozioni ad un pubblico il quale, senza intendere o interessarsi al modo in cui questo “prodigio” si realizza, ne rimane affascinato e concorda nella bravura e unicità dell'interprete.

Io sono un amante dei cantanti e i miei modelli non appartengono necessariamente al mondo della Lirica. Sono un curioso delle vocalità e i miei ascolti spaziano dal tango argentino ai mantra indonesiani, dai grandi della lirica ai famosi cantanti internazionali della musica leggera. In loro cerco di carpire le caratteristiche che in prima persona mi affascinano e credo che siano il motivo del loro successo.

                                              morillo2_bicchiere

 

Pensi che dischi e dvd siano importanti? Cosa ne pensi dell'opera in Tv?

 

Sono assolutamente favorevole alla divulgazione e promozione del Teatro Lirico attraverso tutte le nuove tecnologie e mezzi di comunicazione di massa. Credo che la possibilità che abbiamo oggi di salvaguardare il materiale audio-visivo di una produzione operistica o teatrale sia un vantaggio straordinario in confronto alle generazioni passate, cosi come l'opportunità di moltiplicare il numero di persone che per mezzo d'uno schermo televisivo può accedere ad una rappresentazione che per motivi geografici o di capacità d'accoglienza di un teatro gli escluderebbe di dichiararsi testimone di quel evento .

 Ma bisogna stare molto attenti a non confondere le ricchezze di opportunità che ci offrono le nuove tecnologie con il reale senso di emozioni e di esperienza sensoriale che si verifica assistendo alle rappresentazioni teatrali.

 

  1. Quali sono i mali attuali dell'Opera?

 

L'opera in sè non ha mali, l'impresa “Opera” soffre oggi alcune difficoltà nell'adattarsi alle esigenze di mercato e a catturare nuovi spettatori (condizioni non assenti da qualunque attività produttiva).

Se si riuscisse a generalizzare e trasmettere l'idea del teatro come una ditta che eroga un servizio pubblico e le relative conseguenze,allora potremmo fare il tentativo di individuare nella sua missione come impresa qualche punto di debolezza.

Ma è materia complessa e troppo vasta per rispondere in modo sintetico in un'intervista.

 

 

 Dimmi alcuni motivi validi per amare l'Opera?


Non ci sono motivi per amare l'Opera. O la ami o non la ami. Come forzare un sentimento?

So di un grande regista al quale un giornalista aveva posto la domanda “la gente non viene al teatro perchè non capisce l'Opera. Come si può risolvere questa cosa?” e il regista rispose ribattendo “signor giornalista a lei piacciono le donne?” risposta: “si”. “E le capisce?”.... “Con l'Opera è uguale. Anche se non la capisci ti piace o non ti piace”.

 

 

E' la prima volta che canti a Taormina? Cosa sai di questoTeatro?

No, ho già goduto di questo privilegio qualche anno fa, quando ho partecipato a una produzione di Madama Butterfly, con l'Etna in piena attività eruttiva che dava un maggiore grado di suggestione alla bellezza d'un teatro che gode di una delle più belle cornici naturali del mondo.

 

 

Ami cantare all'aperto?

Si. Non ho mai trovato difficoltà nel cantare all'aperto. Esige una maggiore generosità nella emissione e di esagerare leggermente i movimenti in modo che il gesto teatrale arrivi e completi il grande spazio, ma se la tua condizione fisica e vocale è perfetta è molto divertente misurarti con questo tipo di esigenze.

 

 

      1. Qual è la dieta del cantante lirico?

Io mangio di tutto, sono molto fortunato a non avere dei disturbi nella digestione né a soffrire di reflusso o acidità, gravi mali che affliggono qualche collega che deve guardare con un po' di attenzione a quello che mangia.

 

      1. Con Enrico Stinchelli hai cantato Attila a Trieste, ottenendo un grande successo  personale. Cosa pensi di questo regista?

 Sono molto felice della esperienza con Stinchelli. Sono gradevolmente impressionato della sua abilità ad integrare le mie capacità o incapacità attoriali alla sua concezione previa di come doveva essere interpretato il personaggio di Attila. Ha sempre trovato con gentilezza e professionalità il modo di aprire uno spazio di crescita individuale e collettiva nel rispetto delle capacità dell'artista con il quale lavorava, garantendo un risultato con la convinzione che male che vada sarà un successo, come poi si è dimostrato.

 

                                morillo_attila_stinchelli

 (E.Morillo, Attila, Teatro Verdi  di Trieste, regìa  E.Stinchelli, dir.D.Renzetti)


  1. In generale quanto conta essere cantante e quanto attore, OGGI?

Il cantante è un comunicatore e l' idea è utilizzare il corpo per enfatizzare con i gesti le intenzioni di quello che già è nella la musica e nelle parole. Questo cambia moltissimo da persona a persona: c'è chi per farsi capire necessita di gesticolare tanto e a chi bastano pochissimi gesti per esprimere la forza dei suoi pensieri. I cantanti non siamo esenti da queste difficoltà nel cercare di arrivare al pubblico.

 

 

La vita del cantante d'Opera è difficile ? E se sì..perchè?

La vita è difficile per tutti. Il cantante non è esente da questa premessa. Ti posso dire solo che la ricerca e lo sforzo nell'ottenere dei risultati da parte di un aspirante cantante sono particolarmente ingrati.

La soggettività nell'intendere un mestiere dove tutti possono e sono in grado di dire la propria opinione, i propri giudizi ed emettere sentenze, fa si che si temprino dei caratteri che affiorano con forza quando si interpreta un personaggio sul palcoscenico e che si generino altrettante varietà di opinioni sull'individuo cui appartiene quel dato carattere.

 

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